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MAGAZINE:

termine inglese che ha più di un significato, nel mondo della moda, e non solo, significa rivista: “fashion magazine” rivista di moda,  “weekly magazine” rivista settimanale, “monthly magazine” rivista mensile. La rivista è il luogo principe dove compaiono le foto delle modelle o dei modelli per pubblicizzare i prodotti di clienti di ogni settore. Difficilmente una campagna pubblicitaria moda di un certo livello non prevederà l’utilizzo di una rivista femminile o maschile di prestigio e a larga diffusione. Il plurale è "magazines".

 

MAKE-UP ARTIST:

questo termine fa riferimento a un professionista del settore moda e spettacolo: è il truccatore o la truccatrice, la persona che, spesso con tempi limitati e in situazioni disagiate, deve saper esaltare i tratti del viso della modella professionista e/o alle prime armi in modo che si presenti al meglio durante il servizio fotografico.
Il make-up artist agisce quasi sempre su precise indicazioni del responsabile dell’agenzia, del fotografo o del cliente che ha commissionato il servizio fotografico. Il plurale è "make-up artists".

 

MOTHER AGENCY:

letteralmente agenzia madre, cioè l'agenzia che rappresenta la modella sul proprio territorio e vende la sua immagine ai clienti senza intermediari. La maggior parte delle modelle straniere che lavorano nelle agenzia italiane, sono “in prestito” dalle loro rispettive agenzie madri estere alle quali l’agenzia italiana paga delle percentuali su ciascun lavoro effettuato dai propri modelli in Italia. Il plurale è "mother agencies".

Qualche informazione il più sull'Agenzia Madre nella sezione dedicata. 

 

NETWORK:

significa rete, con vari significati, da rete telematica a rete di comunicazione a rete di cavi e fili e altro ancora. “Net” ci ricorda la rete per eccellenza, il web. Quando si parla di “network” di agenzie nel mondo della moda e dello spettacolo si fa riferimento alla rete di contatti in ternazionali che le principali agenzie di modelle e modelli hanno nel mondo. Il network permette lo scambio continuo di modelli di diverse nazionalità: modelli stranieri lavorano nelle più note agenzie italiane e modelli italiani lavorano in agenzie estere in Europa e non solo. Il plurale è "networks".

 

NEWSPAPER:

è il giornale; solitamente il termine fa riferimento al giornale quotidiano, ma se associato a specifici aggettivi viene meglio caratterizzato: “daily newspaper”, il quotidiano, “weekly newspaper”, il giornale settimanale; “national newspaper” è il giornale a tiratura nazionale, pensiamo al Corriere della Sera o a La Repubblica, per esempio.
In relazione al mondo della moda la presenza di una foto pubblicitaria o una serie di foto relative ad una campagna stampa, ha un valore economico diverso a seconda del giornale, della pagina del giornale ed eventualmente della porzione di pagina in cui si trova. Una foto a pagina intera sul Corriere avrà un valore economico, cioè un costo, notevolmente superiore rispetto ad una pagina comprata su una rivista settimanale di medio-bassa tiratura. Il plurale è "newspapers".
 

OPTION:

opzione, nel senso di risultato della scelta della modella o del modello effettuata dal cliente dopo la visione del book e il casting. Il cliente chiama l’agenzia e mette un’opzione sui modelli scelti per il lavoro. Esistono vari livelli di opzione: la prima opzione è la prima scelta, la seconda e la terza opzione possono avvenire sia sulla base di una scelta “di scorta” effettuata dal cliente, sia da una opzione di riserva messa dal booker nel caso in cui la modella scelta dal cliente sia già in prima opzione con un altro cliente per il giorno del lavoro stabilito. Il plurale è "options".

 

OUTSEAM:

termine americano che indica la misura del pantalone sterno per l’uomo, usato nel composit dei modelli più spesso del termine equivalente inglese “ouside leg”. La misura è espressa in centimetri e in “inches” (vedi alla voce “inch”).
La misura del pantalone esterno va presa a pantalone indossato appongiando un capo del metro all’altezza della cintura, appena sotto i passanti, e tirando il metro fino al punto in cui il pantalone tocca la scarpa.


OUTSIDE LEG:

termine inglese che indica sul composit dei modelli (uomini) la misura del pantalone esterno. Più usato il termine americano “outseam” (vedi alla voce relativa).

 

PHOTOGRAPHER:

il fotografo. Il fotografo lavora sia per l’agenzia di moda, che gli commissiona dei test fotografici per i propri modelli, sia per i vari clienti di settore che intendono avvalersi delle sue prestazioni per scattare le foto che verranno utilizzate per pubblicizzare il proprio prodotto.
Nel primo caso il fotografo realizza un servizio fotografico dal quale l’incaricato dell’agenzia sceglie alcune foto da inserire nel book della modella o del modello; nel secondo caso viene realizzato un servizio fotografico per conto del cliente con lo scopo di ottenere una o più foto destinate alla pubblicazione su riviste, cataloghi, ecc. per pubblicizzare il prodotto del cliente. Anche le foto realizzate in questo secondo caso andranno probabilmente ad essere inserite nel book della modella o del modello, la differenza sta nel fatto che le foto effettuate nel secondo caso testimoniano un lavoro di cui la modella o il modello sono stati protagonisti ed hanno quindi più valore all’interno del book in quanto dimostrano il curriculum lavorativo. Il plurale è "photographers".

 

POP:

non è la musica pop e nemmeno un protocollo relativo al mondo di internet; nel settore del commercio si tratta di un acronimo (parola formata dalle iniziali di più termini) di "point of purchase", letteralmente punto di acquisto, un termine tipico del marketing e più precisamente del "retail marketing", focalizzato sui punti vendita, per esempio i negozi.
Nella moda il termine è usato in relazione agli eventuali utilizzi delle foto di una modella o un modello; per il punto vendita possono infatti venire realizzati cartelloni di varie misure da mettere in vetrina o all’interno, cataloghi di varie dimensioni, pannelli, etc. Ognuno di questi utilizzi all’interno del pop ha un determinato costo per il cliente che ha commissionato il servizio fotografico.

POS:

è un acronimo, un’abbreviazione di "point of sale" (o "point of service"), termine tipico del marketing, è il punto vendita, il negozio, il luogo dove si acquista un prodotto o un servizio. Vedi anche POP.
 

PRÊT-À-PORTER:

letteralmente significa moda pronta da indossare; il termine in questo caso è francese, ma viene usato spesso anche in inglese senza essere tradotto, l’equivalente inglese è “ready-to-wear” (vedi alla voce relativa). Indica la collezione moda donna o uomo di tipo più commerciale, di realizzazione non sartoriale, ma industriale. Per quanto si tratti di capi di design e spesso di notevole fattura, frutto della creatività degli stilisti, sono capi più commerciali, prodotti anche in serie e in tutte le taglie; sebbene in alcuni casi siano collezioni particolari e limitate, non si tratta comunque mai di pezzi unici, come nel caso dell’Alta Moda. Le sfilate prêt-à-porter donna e uomo vengono proposte due volte l’anno e i principali appuntamenti sono a Parigi, Londra, New York e Milano. Per la donna l’appuntamento a Milano è tra la fine di febbraio e la prima settimana di marzo e tra la fine di settembre e la prima settimana di ottobre. Per l’uomo l’appuntamento milanese è all’incirca a fine gennaio e a fine giugno, preceduto dalle sfilate fiorentine di “Pitti Uomo”. Le sfilate donna durano da 8 a 10 giorni mentre quelle uomo non superano i 4-5 giorni.
Le sfilate avvengono principalmente in Fiera e presso le sedi delle case di moda, ma anche in altri luoghi che possano suscitare l’attenzione dei media e del pubblico: ex fabbriche, scalinate, musei, etc. Alcuni stilisti famosi producono sia collezioni di prêt-à-porter che di Alta Moda, per esempio Chanel e Dior.